L’importanza di una corretta
politica di employer branding
di Fabio Ricceri, managing
director, PeopleValue
E’ ormai noto che periodi di congiunture sfavorevoli si
alternano a fasi caratterizzate da grande domanda di specialisti.
I responsabili delle risorse umane sanno che in entrambe quelle
fasi, il proprio lavoro è tanto più efficace quanto
più il nome della loro azienda è apprezzato dal
mondo del lavoro e in particolare tra gli specialisti e i top
performer.
Il tema è particolarmente interessante: sappiamo quanto
sia difficile assecondare l’esigenza di innovazione, quali
problemi pone la necessità di gestire e guidare l’impresa
verso il cambiamento e quanto importante sia il ruolo delle risorse
umane in tutto questo, per la necessità di trattenere,
attrarre e motivare i migliori talenti.
Quando le cose vanno bene l’employer branding
è uno strumento decisivo per attirare e tenere in azienda
le persone di talento. Quando il periodo è meno favorevole,
è altrettanto importante per tenere alta la motivazione
dei collaboratori e preparare la ripresa.
La maggior parte delle aziende oggi ha un obiettivo prioritario
da perseguire: aumentare la qualità dell’occupazione.
Questo serve non solo a garantire il raggiungimento degli obiettivi
aziendali in termini di sviluppo, crescita e competitività,
ma anche in termini di riconoscimento della realtà
aziendale come employer di riferimento, con un miglioramento
della propria immagine verso il mercato dei potenziali collaboratori
dell’organizzazione.
In un’economia come quella attuale, basata sulla conoscenza,
l’individuo inteso come risorsa assume un ruolo centrale
in azienda e sempre maggiore importanza viene data al cosiddetto
capitale intangibile, il capitale intellettuale, che costituisce
il vero motore dell’azienda.
I collaboratori dell’azienda richiedono oggi un maggiore
livello di coinvolgimento e di partecipazione alla vita dell’impresa
e le organizzazioni sono chiamate ad attuare delle politiche di
gestione che siano in grado di dare risposte concrete a queste
richieste.
Per poter fare questo e impostare con correttezza una politica
di gestione delle risorse umane che tenga in giusto conto le richieste
e le aspirazioni dei dipendenti è necessario comprendere
quali sono le percezioni, le aspettative, le motivazioni e le
preoccupazioni di tutte quelle persone che con il loro talento
possono fare la differenza in un’azienda.
Si tratta quindi di indagare il vissuto lavorativo dei collaboratori
dell’azienda, e come viene percepito il proprio ruolo oggi
all’interno dell’azienda, la qualità del posto
di lavoro e, soprattutto, come viene percepita l’azienda
nel mercato del lavoro e rispetto ai propri competitor.
Il tutto con l’obiettivo di valutare, dal punto di vista
dei collaboratori attuali e potenziali, ciò che rende un
posto di lavoro migliore dell’altro e su quali elementi
può essere costruita un’azione volta a rafforzare
la motivazione interna e la percezione dall’esterno dell’azienda
come un buon posto in cui lavorare.
Le indagini realizzate da PeopleValue forniscono
un chiaro feedback sul posizionamento del brand aziendale nel
mercato del lavoro e restituiscono l’immagine che studenti
e professional hanno della società rispetto ai principali
competitor di settore. Al tempo stesso forniscono indicazioni
su come comunicare meglio con i potenziali collaboratori dell’organizzazione
e sulla strategia di azione più efficace per posizionare
la propria azienda come employer of choice.
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